Indice
- A ciambra (***)
- Assassinio sull’Orient Express (***)
- Baby Driver – Il genio della fuga (***1/2)
- la Casa sul mare (***1/2)
- Charley Thompson – Lean on Pete (***)
- Corpo e anima (***)
- Cuori puri (***)
- Detroit (***1/2)
- il Diritto di contare (***)
- una Donna fantastica (***)
- Dunkirk (***)
- la Forma dell’acqua (***1/2)
- the Rider – Il sogno di un cowboy (***)
- i Segreti di Wind River (***)
- Tre manifesti a Ebbing, Missouri (***1/2)
- Tutto quello che vuoi (****)
- the War – Il pianeta delle scimmie (***)
A ciambra (***)
di Jonas Carpignano
Reggio Calabria, anni 2000
Questo film, quasi un documentario neorealista, prodotto da Martin Scorsese, segue passo passo, senza giudicare, la vita e la crescita di Pio (interpretato dal bravissimo Pio Amato), 14enne rom, che vive nella comunità Ciambra a Gioia Tauro e mira a diventare un uomo come il fratello maggiore. Serio, duro e commovente, grazie all’attenzione introspettiva del regista, alla fotografia e al talento e allo sguardo tenero e tormentato del protagonista. Potrà non piacere, ma non lascia certo indifferenti.
(La descrizione di un mondo in cui Rom, immigrati africani e n’drangheta convivono e confliggono. Un mondo che nella nostra vita cerchiamo di non incontrare e che evitiamo di guardare. 3,5 stelle)
(Rp) 117 min.



Assassinio sull’Orient Express (***)
di Kenneth Branagh
Gerusalemme, Istanbul e Carpazi, anni ‘30
Sul treno che collega Istanbul a Parigi bloccato dalla neve 13 passeggeri e un cadavere sul quale indaga l’investigatore Hercule Poirot (interpretato dal regista). Ennesima rivisitazione cinematografica del romanzo di Agatha Christie (1934); un tradizionale film hollywoodiano che comunque si distingue per la valida regia, la maniacale cura dei dettagli, la fotografia e, soprattutto, per le prove dei tanti divi del cast (una menzione particolare per la magnetica Michelle Pfeiffer).
(Un classico giallo investigativo, per chi non lo avesse già visto. Molto belle alcune immagini come quella iniziale sul muro del pianto di Gerusalemme e i paesaggi dei Carpazi innevati. 3 stelle)
(D+, Pv 3,99, Rk 3,99) 114 min.



Baby Driver – Il genio della fuga (***1/2)
di Edgar Wright
Atlanta (USA), anni 2000
Baby (l’introverso e problematico Ansel Elgort) è un giovane sofferente di acufene – che controlla ascoltando musica con gli auricolari – e che, dopo la morte dei genitori, vive prendendosi cura di un anziano padre putativo sordomuto. Essendo particolarmente dotato per la guida, è “al servizio” del criminale Doc (Kevin Spacey) che lo ricatta costringendolo a guidare auto rubate durante le rapine. Proprio un bel film d’azione, teso e avvincente, non banale, che riesce ad elevarsi sugli standard del genere, per la caratterizzazione dei personaggi e la moderazione negli effetti speciali (tanto cari al cinema statunitense).
(Un thriller con un bel ritmo sostenuto, qualche buon sentimento, ottime recitazioni a partire dal protagonista (mentre risulta appannato Kevin Spacey). Sullo sfondo gli spazi, molti degradati, di Atlanta. 3 stelle)
(Pv 3,99, Rk 4,99) 113 min.



la Casa sul mare (***1/2)
di Robert Guèdiguian
Marsiglia, anni 2000
Due fratelli e una sorella si ritrovano in un delizioso paese affacciato sul mare al capezzale del padre colpito da un ictus, con un passato irrisolto e tante cose da chiarire tra loro. Il regista riprende i temi sociologici e politici ai lui cari, costruendo un film pieno di nostalgia e tenerezza, con i suoi “soliti” attori, in stato di grazia, a riempire lo schermo e il cuore dello spettatore di empatia, colore e… calore.
(In un vero e proprio angolo di mondo si incrociano dolori e ricordi belli del passato con l’irruzione di nuovi eventi. Il mondo che cambia delinea un futuro possibile. 3,5 stelle)
(Rk 5,99) 107 min.



Charley Thompson – Lean on Pete (***)
di Andrew Haig
Oregon (Portland), Idaho e Wyoming, anni 2000
La storia di un 15enne, abbandonato dalla madre, che vive con un padre sempre nei guai. Un giorno trova lavoro in un maneggio e si affeziona ad un vecchio cavallo (il Lean on Pete del titolo originale). Proprio un bel film questo ritratto di un adolescente affamato d’amore; ottimamente recitato (dal protagonista, la rivelazione Charlie Plummer – premiato a Venezia con il premio Mastroianni al miglior attore emergente – e dagli altri bravi comprimari), diretto, ripreso e fotografato. Un film on the road intenso, struggente e pieno di speranza.
(Un estenuante viaggio in due degli stati più desolati e meno popolati degli Stati Uniti: Idaho e Wyoming. La ricerca di un approdo da parte del protagonista viene messa in risalto dai luoghi attraversati, per un lungo tratto in compagnia di un cavallo che il giovane cura e non cavalca. 3 stelle)
(Pv, Rk 4,99) 121 min.



Corpo e anima (***)
di Ildikò Enyedi
Budapest e foreste ungheresi, anni 2000
In un macello, durante le indagini su un furto, emerge il fatto che il direttore finanziario e una giovane impiegata neo-assunta raccontano di fare lo stesso sogno. Un film “strano e rarefatto” – eppure davvero suggestivo – dalla trama semplicissima, sospeso tra la realtà degli spazi chiusi e claustrofobici del macello e degli ambienti in cui vivono i due solitari personaggi e la meraviglia liberatoria dei boschi innevati del loro sogno ricorrente. Giustamente premiato con l’Orso d’oro al festival di Berlino.
(L’amore di una giovane autistica corrisposto da un piacente uomo maturo é il racconto di una straordinaria sintonia delle anime che cerca faticosamente la sintonia dei corpi. Un film sensibile e raffinato interpretato in maniera magistrale. 4 stelle)
(Pv) 116 min.


Cuori puri (***)
di Roberto De Paolis
Roma, periferia est (Tor Sapienza), anni 2000
Lei, 18enne, di famiglia borghese, dedita al volontariato, con una madre bigotta e repressiva; lui 25enne coatto, parcheggiatore di un centro commerciale, con famiglia disfunzionale e trascorsi turbolenti. Il loro incontro – e quello dei “mondi” in cui vivono – è ripreso dal regista senza alcun effetto speciale, utilizzando il meno possibile la luce artificiale, seguendo da vicino i personaggi nel loro “ambiente”, lasciando ampia libertà espressiva ai giovani attori e al bravo direttore della fotografia. Facendo, poco alla volta, emergere i “cuori puri” del titolo, come fiori, da una realtà spesso dura, sporca e chiusa ai diversi. Se non ci si lascia condizionare dal dialetto romanesco, un film che emoziona e commuove.
(L’incontro, l’innamoramento e la tormentata accettazione da parte della ragazza, aprono alla comprensione dei conflitti che attraversano la coesistenza di componenti sociali profondamente diverse in una periferia destrutturata e abbandonata a sé stessa. Il vero ‘cuore puro’ é quello del ragazzo, generoso con i genitori, con gli amici, con i rom, con i bambini e con la giovane soggiogata da un’educazione bigotta. Un film di grande intensità e tenerezza.3,5 stelle)
(Rp, Pv, Rk 3,99) 114 min.



Detroit (***1/2)
di Kathryn Bigelow
Detroit, 1967
Il film narra fatti realmente accaduti durante le sanguinose rivolte che in quell’anno sconvolsero la città; ed in particolare il comportamento razzista e violento tenuto dalla polizia – supportata dalla Guardia Nazionale e dall’esercito – nei confronti di un gruppetto di giovani neri sequestrati nel Motel Algiers e oggetto di umiliazioni e violenze che alla fine sfociarono nell’omicidio di tre di loro. Gli interpreti intensi e credibili, il ritmo mozzafiato e la straordinaria regia rendono in modo quanto mai efficace l’orrore di questa terribile pagina di storia americana.
(Un film straordinariamente intenso, capace di restituire le conseguenze del razzismo ben oltre il caso specifico. La drammaticità delle situazioni prevale sul racconto. 4 stelle)
(Pv) 143 min.



il Diritto di contare (***)
di Theodore Melfi
Virginia (USA), 1961
La corsa della NASA alla conquista dello spazio raccontata, per una volta, con uno sguardo al femminile e alle discriminazioni razziali. Una storia vera, ben diretta e interpretata, con dettagli illuminanti del mondo di allora per un film convenzionale, ma sicuramente appassionato e in grado di coinvolgere anche lo spettatore più disattento.
(Quando i computer erano ancora grandi armadi che operavano con il sistema fortran e in alcuni Stati vigeva una segregazione di tipo sudafricano, che colpiva in modo particolare le donne, il popolo americano e le sue élites erano ancora in grado di affrontare le loro contraddizioni in nome di obiettivi ambiziosi. Temi importanti, ma film che, tuttavia, non riesce ad evitare toni edulcorati. 3 stelle)
(D+, Rk 3,99) 127 min.



una Donna fantastica (***)
di Sebastian Lelio
Santiago (Cile), anni 2000
Marina è una 27enne cameriera e aspirante cantante lirica, transgender, che ha una rassicurante relazione con Orlando, di 20 anni più vecchio di lei. Quando questi muore, Marina è costretta ad affrontare i pregiudizi e il rifiuto da parte della ex moglie e dei figli in quanto “diversa” e ad affrontare i sospetti della Polizia che indaga sulla morte “sospetta” del compagno. Un melodramma forse convenzionale, ma il dolore, il coraggio e l’umanità della protagonista, magistralmente interpretata da Daniela Vega, lasciano il segno. E meritano l’Oscar guadagnato (per il miglior film straniero).
(Un film degno di Kiewslowsky per il modo di portare in evidenza il dramma, in questo caso un dolore misconosciuto in una società omofobica. Se non si trattasse di Santiago (qui presentata soprattutto nelle sue parti moderne e tirate a lucido che richiamano la Madrid di Almodovar), ma di una città ‘occidentale’, il tema non sarebbe probabilmente diverso. 3 stelle)
(Rk 3,99) 104 min.



Dunkirk (***)
di Christopher Nolan
Dunkerque (Francia), 1940
Il salvataggio di oltre 300.000 soldati, circondati dall’esercito tedesco, da parte della Marina britannica affiancata da imbarcazioni civili partite dall’Inghilterra. Attraverso la rievocazione storica di un fatto epico la validissima regia tratta di storie umane sullo sfondo di spettacolari scene di guerra.
(La rappresentazione della guerra con le paure, le vigliaccherie e gli eroismi non riconosciuti, passa attraverso l’incrocio di alcune storie in una vicenda epica.3 stelle)
(Nx, Pv 3,99, Rk 3,99) 106 min.



la Forma dell’acqua (***1/2)
di Guillermo del Toro
Baltimora (USA), 1962
All’epoca della guerra fredda la giovane e muta Elisa fa le pulizie in un centro scientifico sperimentale segreto che tiene prigioniera una creatura anfibia su cui si svolgono tremendi esperimenti. Una favola fantastica e realistica allo stesso tempo, in bilico tra romanticismo e horror. Un’opera visivamente potente, in grado di coinvolgere ed emozionare, premiata a Venezia con il Leone d’oro e agli oscar (film, regia, fotografia e colonna sonora).
(In primo piano una storia d’amore inusuale, fiabesca, tra una donna (particolare) e un essere dalle caratteristiche sconosciute: mostro o dio. Un tema in sé non nuovo che si associa a un preciso momento della storia, quando la guerra fredda poggia su un sistema di spionaggio e competizione per la conquista dello spazio che non arretra di fronte ad alcuna opzione. Una intersezione -tra una storia fantastica e una realtà storica- che intriga, ma che può sfuggire e forse anche annoiare. 3 stelle)
(D+, Pv 3,99, Rk 3,99) 119 min.



the Rider – Il sogno di un cowboy (***)
di Chloé Zhao
Sud Dakota (USA), anni 2000
Il film della regista cino-americana propone la storia vera di Brady Blackburn, addestratore di cavalli e concorrente nei rodei della comunità Lakota-Siux della riserva Pine Ridge, situata in un paradiso sconfinato, magistralmente fotografato nelle diverse ore del giorno. Quasi un documentario, interpretato da attori non professionisti locali, scevro da enfasi e retorica; capace però di raccontare la vita di un giovane uomo e gli usi di un territorio con grazia e sensibilità davvero rare.
(“Io mi sono fatto male come Apollo. Ma io sono un essere umano, io devo vivere.”
Un film crudo che ancora una volta ci mostra la vita triste dei nativi americani in uno degli stati quasi sconosciuti del midwest. 3 stelle)
(Rk 4,99) 105 min.



i Segreti di Wind River (***)
di Taylor Sheridan
Wyoming (USA), anni 2000
Un cacciatore di predatori nella riserva indiana di Wind River affianca una giovane e inesperta agente dell’FBI che indaga sulla morte di una ragazza. Interamente girato tra desolanti paesaggi ghiacciati, un solido thriller psicologico, sobrio e dai ritmi lenti, con un finale davvero adrenalinico.
(“Ne è rimasto ancora uno.” “No, non è rimasto più nessuno”. Le distese e i boschi innevati del Wyoming, la vita in una riserva indiana che è la memoria di un genocidio, in un thriller intenso, dalle fotografie spettacolari che fa riflettere sui tratti della società americana. 4 stelle)
(Pv, Rk 3,99) 111 min.



Tre manifesti a Ebbing, Missouri (***1/2)
di Martin McDonagh
Missouri (USA), anni 2000
Dopo otto mesi dall’omicidio della figlia – ancora insoluto – Mildred Hayes (una straordinaria Frances McDormand) compra tre giganteschi cartelloni pubblicitari per infamare il capo della polizia locale. E si scatena la guerra. Dopo “In Bruges” il regista britannico propone un originale thriller noir, venato di malinconia e humor nero, metafora di un’America incapace di mantenere le promesse. Meritatissimi oscar alla “indomita” protagonista e a Sam Rokwell nella parte di un “colorito” poliziotto razzista e alcolizzato.
(Un altro film che porta in evidenza la violenza che attraversa la società americana, scegliendo come contesto i territori centrali degli Stati Uniti. Una conclusione inaspettata e aperta, come se i personaggi fossero esausti per la loro ferocia, può trovare una spiegazione in due frasi rivolte ai protagonisti: “rabbia chiama rabbia” e “il segreto per essere un buon poliziotto é l’amore”. 3 stelle)
(D+, Pv 3,99, Rk 3,99) 115 min.



Tutto quello che vuoi (****)
di Francesco Bruni
Roma, anni 2000
In questa deliziosa e tenerissima commedia italiana, Alessandro, giovane nullafacente in perenne conflitto con il padre, è costretto a fare l’accompagnatore di Giorgio, poeta 85enne affetto da Alzheimer. Davvero una chicca – peccato solo per la decifrabilità del parlato romanesco – malinconica, dolce e sorridente. Un voto in più lo merita la meravigliosa interpretazione di Giuliano Montaldo (il regista scomparso nel 2023, qui 87enne): davvero un nonno di straordinaria umanità che tutti avrebbero desiderato avere.
(Giovani di borgata sui quali scende la pietas del regista. Il riscatto delle nuove generazioni attraverso il rapporto con gli anziani e la loro umanità. 3,5 stelle)
(Rp, Pv 1,99, Rk 3,99) 106 min.



the War – Il pianeta delle scimmie (***)
di Matt Reeves
Fantascienza
Forse il più crepuscolare e filosofico dei film della serie, senza nulla togliere allo spettacolo, invita a riflettere su molti temi “umani”: la guerra con gli altri e con sé stessi, la sete di giustizia, l’odio, la vendetta, l’amicizia, il tradimento, la sete di conoscenza… (sempre che si riesca a superare le preclusioni sul genere “fantascientifico”).
(Film avvincente per sceneggiatura, fotografia e per i temi universali che affronta sotto la coltre di un racconto surreale, anzi forse grazie a quel virus che facendo regredire gli umani e progredire le scimmie opera una riduzione all’essenziale della vita. Imbarazzante trovarsi a prendere le parti delle scimmie. Sono evidenti i riferimenti ad Apocalipse now, non solo per le atmosfere e i colori. 3,5 stelle)
(D+, Pv 3,99, Rk 3,99) 140 min.






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